Colmo

Colmo, abitato nell'Istria centrale (45°21′N; 14°3′E; alt. 349 m); 17 ab. (2001); 14 km a sud est dal centro comunale di Pinguente, in posizione isolata sul colle sopra la fonte del fiume Quieto.

Probabilmente ha le origini del castelliere, anche se gli elementi urbani conservati appartengono al medio evo. Il castello attorno al quale è sorto l'abitato è stato costruito probabilmente nel XI sec., e viene menzionato per la prima volta nel 1102 in forma Hulm nella donazione del margravio Ulrich II. Agli inizi del XIII sec. venne in possesso dei patriarchi d'Aquilea, e nel 1412 lo conquistano i veneziani (il capitano di Raspo J. de Ripa), i quali hanno demolito le mura e il castello in segno di rappresaglia per la resistenza (come a Rozzo), e nel cui possesso è rimasto fino alla caduta della Serenissima (1797). Dal XVI sec. gli abitanti di Colmo eleggono tra di loro il parroco, il prefetto e gli ottimati (consiglio). È stato distrutto nel 1615 nella prima ondata dell'esercito di Vuk e Nikola Frankopan, durante la guerra degli Uscocchi, quando nel corso delle campagne militari dei reggenti furono arsi e devastati anche gli abitati nei dintorni. L'abitato conservato ha mantenuto le caratteristiche dell'architettura e della organizzazione medievale urbana su un piccolo lembo di terreno (per questa ragione è nominato "la più piccola città al mondo"). Dalla parte occidentale la città è chiusa da un'ala delle mura, e la parte restante delle mura formano, collegate tra loro, le mura esterne delle case. Lo spazio è diviso in tre parti dalle due strade longitudinali. Come parte delle mura vicino alla porta della città (del 1562) s'erge il campanile del 1552 (l'iscrizione glagolitica menziona il maestro Gržinić) alto 22 m. Al punto più elevato (l'ex castello) c'è la chiesa della parrocchia dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, con la facciata classicheggiante, creata nel 1802 sul luogo della chiesa del XIII sec. La chiesa è stata restaurata agli inizi del XVII sec., sull'iniziativa del parroco e del consiglio (l'iscrizione glagolitica menziona il parroco, il prefetto, il consiglio degli ottimati, il vescovo di Trieste e il maestro Juraj Gržinić), i quali all'epoca rappresentavano il potere cittadino. Nella chiesa, all'altare principale, c'è il dipinto di B. d'Anna, e sopra un altare laterale il dipinto di I. Bastiano; ha i calici del tardo gotico e il ciborio del 1539. Sulla porta della città c'è l'iscrizione glagolitica 1562. Al cimitero c'è la cappella mortuaria in stile romanico di San Gerolamo dal XII sec., l'edificio a una navata con l'abside semicircolare iscritta, con gli affreschi di rilevante valore della seconda metà del XII sec. e una consistente quantità di graffiti. Gli affreschi in tre cicli (l'Annunciazione, la Visitazione, la Passione di Cristo), sono stati creati sotto l'influsso dell'arte bizantina. La chiesetta aveva il portico edificato nel 1537, il quale è stato demolito nel XIX sec. In questa si trovava il cosiddetto Trittico di Colmo, il rettangolo policromo in legno con tre dipinti e la lunetta (tempera su tela), con le immagini della Madonna con il Bambino e i santi. L'iscrizione glagolitica sulla carta sopra la predella riporta la datazione del 1529, ed è un'opera di Antonio Padovano. Da Colmo provengono due breviari scritti in glagolitico conservati a Zagabria (l'Archivio di HAZU - l'Accademia croata di scienze ed arti e NSK - la Biblioteca nazionale universitaria). In Colmo termina il Viale dei glagoliti. Nel corso del XX sec. Colmo ha perduto una parte sensibile degli abitanti cosicché è stato ruralizzato, anche se conservato in buone condizioni.

 

BIBLIOGRAFIA: B. Fučić, Glagoljski natpisi, Zagreb 1982; K. Horvat-Levaj, Gradovi-utvrde sjeveroistočne Istre. Građevni razvoj i problemi revitalizacije, Buzetski zbornik, 1988, 12.

R. Matijašić

 

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