Balbi

Balbi, famiglia nobile veneziana che ha dato numerosi prelati. In Croazia sono legati all'isola di Veglia e alcuni paesi istriani.

Marco era il capitano di Raspo (1703); conti di Pola: Giovanni (1425-1426), Marin (1456-1458), Giovan Francesco (1529), Benedetto (1536-1537); conti-provveditori: Filippo (1654-1655), Lucio (1670), Marco (1685-1686), Lodovico (1693-1695), Daniele (1703-1704), Bernardo (1710-1711), Lunardo (1760), Giovanni (1768-1770), Marchiò (1786-1787) e Francesco (1792-1793). Giovanni Andrea/Giannandrea (1692 - 1771) come vescovo di Nin (1728-32) era in contrasto coi sacerdoti ortodossi, i quali, nel 1728, gli hanno impedito la visitazione canonica, anche se i vescovi predecessori compivano le visitazioni alle chiese del rito orientale. Come vescovo di Pola (1732 - 1771) ha mandato alla Santa Sede numerose relazioni: in queste ha indicato che il capitolo ha 11 canonici, ma che l'inventario è molto scarso. All'epoca a Pola vi erano tre conventi (delle benedettine, dei frati minori conventuali e degli agostiniani), e sull'isolotto Veruda esercitava il convento dei francescani osservanti. Le benedettine, le quali erano in sedici, dipendevano dal vescovo, e i frati dai propri priori. I rapporti menzionano che il vescovo s'è abbronzato svolgendo la visitazione delle parrocchie in estate. Era sempre in movimento, viaggiava sul cavallo o in barca. Essendosi i parroci lamentati di non poter servire ogni domenica la messa al popolo, a causa degli introiti più che modesti, il vescovo gli ha rammentati la costituzione di papa del 19 agosto 1744, la quale prevedeva la possibilità di servire la messa in ogni giorno della settimana, se questa non può essere servita la domenica o alle festività. È stato sepolto con tutti gli onori nella cattedrale di Pola. I suoi nipoti: Felice Benedetto, procuratore della provincia di Veglia dei conventuali; Francesco Maria (1748 o 1749 - Pola, 21 gennaio 1802), abate del convento di San Michele a Veglia e canonico di Pola, scolastico e vicario generale;Teodoro Loredano (1745- 1831), l'ultimo vescovo di Cittanova, che prima era canonico di Pola, scolastico e abate; Giovanni Andrea, il castellano di Castelmuschio. Alla contea di Pisino sono collegati gli appaltatori Stefano, Bartolomeo e Giovanni (XVII sec.) e il capitano di Pisino Bernardo (XVII sec.). Per l'Istria sono importanti anche le podestà: Alvise (Albona), Barbarigo (San Lorenzo del Pasenatico), Cesare e Daniele (Rovigno) e Francesco (Dignano), tutti nel XVII sec. All'anagrafe di Pola del XVIII sec. è registrata tutta una serie di nobili e nobildonne di questa famiglia: Maria Elisabetta da Veglia; il conte Benetto da Veglia; Tommaso Bonaventura, il figlio del conte - provveditore Bernardo; il conte Francesco; Domenico, il maggiordomo del conte - provveditore Giacomo Minotto, e altri. Nel 1769 la famiglia ottiene il titolo nobiliare istriano, e agli inizi del XIX sec. lo ottiene in eredità la famiglia Pozzo-B., alla quale appartengono Loredano, il patriota italiano, il quale nel corso della I guerra mondiale è stato internato dalle autorità austriache (1915-18), e Lamberto, il professore di geografia (L'Isola di Cherso, Roma 1934).

 

BIBLIOGRAFIA: G. De Totto, Feudi e feudatari nell’Istria Veneta, AMSI, 1942, 51–52; S. Cella, I Reggitori di Pola, AMSI, 1961, 9; C. De Franceschi, Storia documentata della Contea di Pisino, AMSI, 1963, 10–12; L. Parentin, Cittanova d’Istria, Collana Studi istriani del Centro culturale Gian Rinaldo Carli, Trieste 1974; G. Radossi, Stemmi di rettori e di famiglie notabili di Pinguente, ACRS, 1980–81, 11; I. Grah, Izvještaji pulskih biskupa Svetoj stolici (1592–1802), Croatica Christiana Periodica, 1988, 21; M. Bertoša, Istra: Doba Venecije (XVI–XVIII. stoljeće), Pula 1995; S. Bertoša, Život i smrt u Puli. Starosjeditelji i doseljenici od XVII. do početka XIX. stoljeća, Pazin 2002.

S. Bertoša