Economia

Ancora nel periodo antico gli abitanti dell'Istria si occupavano di agricoltura , viticoltura, olivicoltura e pesca.  Lo sviluppo uniforme dell'economia in Istria veniva disturbato da singoli regnanti che cercavano di sfruttare il più possibile le risorse economiche istriane. La produzione industriale (→ industria) è iniziata in Istria nel XVIII sec.: dapprima nei dintorni di Pinguente, territorio dove l'allevamento del bestiame era molto  sviluppato; nel 1760  è stata aperta l'azienda tessile con 50 telai e una tintoria.

Poco tempo dopo, iniziò un consistente sfruttamento minerario (industria mineraria), la lavorazione dei minerali sulfurei nella valle del fiume Quieto e l'estrazione della sabbia silicea nei dintorni di Pola, mentre nel 1807, vengono aperte le prime miniere di carbone ad Arsia ed una serie di  cave per l'estrazione della pietra ornamentale. Dopo l'instaurazione del dominio austriaco avvengono grandi cambiamenti sociali (si abolisce il colonialismo). Pola nel 1853 diventa il porto bellico principale della Monarchia e in esso si  collocano le fondazioni dell'arsenale marittimo (→ ingegneria navale). La linea ferroviaria Divacia-Pola  (traffico ferroviario, traffico/viabilità ), costruita nel 1876, diede uno stimolo  considerevole allo sviluppo dell'economia istriana. S'innalzarono le fabbriche di tabacco e della lavorazione del pesce a Rovigno ed inoltre venne allestito un luogo di villeggiatura europeo mondano alle Brioni (turismo ed industria alberghiera). Dopo il disfacimento della Monarchia austroungarica l'Istria, connessa all'Italia nel 1918, perde la fino ad allora importanza strategica, vi è un considerevole calo dell'occupazione ed in generale diminuiscono le attività economiche, tranne che nello sfruttamento del carbone d'Arsia, della bauxite e del saldame, di cui la produzione aumentò per sopperire alle necessità dell'industria militare italiana e dei suoi preparativi per la guerra. Durante la Seconda guerra mondiale l'Istria ha subito grandi distruzioni, e i primi anni del dopoguerra erano mirati al rinnovo dell'economia e delle rispettive infrastrutture. L'economia si sviluppò rapidamente dopo il 1957 quando in Istria vennero costruite le numerose strutture produttive e di servizio, nonché importanti sistemi infrastrutturali. Con maggior intensità si svilupparono l'industria di trasformazione ed il turismo. Oltre all'industria navale polese indirizzata particolarmente all'esportazione, crescono rapidamente anche le altre branche dell'industria: la trasformazione dei tabacchi e del pesce a Rovigno, la produzione dei non metalli a Pola, Valmazzinghi e a Umago, l'industria tessile a Pisino e Pola, la lavorazione di masse plastiche e l'industria chimica a Pisino e Umago, l'industria metallurgica e meccanica a Pola, Albona e Arsia, l'industria automobilistica a Pinguente e altro. Improvvisamente si espandono il turismo e l'attività alberghiera, specialmente lungo la costa ovest dell'Istria - Parenzo, Rovigno e Umago che, dopo grandi investimenti  nelle capacità ricettive e nelle rispettive infrastrutture, sono diventati i promotori del turismo croato e destinazioni turistiche europee molto ricercate. A dimostrare la crescita dell'economia, i dati del PIL  che nel 1960 nell'Istria croata ammontava  a 3078 USD per abitante, per raggiungere nel  1968  i 7518 USD, ed era del 30 % più alto della media croata. Negli anni Novanta come conseguenza diretta della disgregazione della Jugoslavia, delle vicende belliche, della perdita del mercato e delle transizioni dell'economia croata in un'economia orientata al commercio, diminuì fortemente l'attività economica dell'Istria, ed in più il PIL pro capite nel 1995 ammontava a  soli  4104 USD, mentre la disoccupazione raggiunse il tasso del 16%. La trasformazione della proprietà e la riorganizzazione interna delle fino ad allora 168  aziende sociali e gli investimenti stranieri hanno rafforzato negli ultimi anni l'economia istriana. In base alla valutazione della Camera dell'economia croata, la Regione Istriana ha realizzato nel 2002 un PIL del valore di circa 12 miliardi di kn, oppure 8677 USD per abitante e la sua parte nel PIL totale della Repubblica di Croazia ammontava al 6,8%. Durante il 2002 nell'economia dell'Istria operavano 5083 imprenditori e circa 8000 artigiani, con in totale 72472 dipendenti: gli imprenditori  hanno realizzato il reddito totale di 20,1 miliardi di kn, l'industria di trasformazione 34,3%, il commercio  31,7%, gli alberghi e  ristoranti 10,7%, l'edilizia 6%, la gestione degli immobili, il noleggio e i servizi professionali 5,1%, il trasporto, l'immagazzinaggio ed i collegamenti 3,2% ecc. La posizione geografica favorevole, la lunga stabilità economica ed il livello delle cognizioni tecnologiche hanno portato ad una considerevole esportazione dell'economia istriana, che nel 2003 ha esportato merce dal valore di 745,5 mil. USD, cioè 12,1% dell'esportazione totale della merce della Repubblica di Croazia. L'attività con maggiori prospettive nella regione, il turismo, ha realizzato nel 2003 il 27% di tutti gli arrivi ed il 35% di tutti i pernottamenti dei visitatori in Croazia. Nel campo dell'industria è sviluppata l'ingegneria navale, la produzione di materiale edilizio (cemento, calce, pietra, mattone), tabacchi, arredamento, macchinari elettrici e dispositivi, parti per l'industria automobilistica, del vetro, prodotti tessili, plastici e prodotti alimentari. In Istria grande attenzione viene dedicata  alla rivitalizzazione dell'agro-economia, ed in particolare della viticoltura, olivicoltura, al sistema della produzione ecologica di cibo e all'agriturismo. La Regione  Istriana stimola sistematicamente lo sviluppo della piccola economia, attraverso programmi di cofinanziamento degli interessi sui finanziamenti, l'istituzione di enti di sostegno, la costruzione e l'attrezzatura di zone d'affari, l'organizzazione di fiere ed esposizioni sull'economia, nonché l'istruzione degli imprenditori. L'economia della Regione  Istriana è molto varia e comprensiva. Per le sue possibilità economiche desta l'interesse d'investitori nostrani e stranieri; nel periodo  1993-2002 sono stati registrati 337 milioni di USD, di diretti investimenti stranieri, principalmente nel turismo, nella produzione di materiali edilizi nonché nella produzione e distribuzione dell'energia elettrica (industria dell'energia elettrica). La Regione ha ricevuto riconoscimenti da parte della Società croata dei datori di lavoro nel 2001 e nel 2002 per i migliori risultati ottenuti nell'incentivazione dello sviluppo dell'imprenditoria. La costruzione dell'Y istriana e del sistema di rifornimento idrico dell'Istria Butoniga, nonché la metanizzazione (gas, naturale) stimoleranno fortemente la crescita economica della penisola e la piena valorizzazione delle possibilità economiche istriane.

M. Ferenčić