Mirković, Mijo

Mirković, Mijo (Miho, pseud. Mate Balota), economista e letterato (Castelnuovo d'Arsa, 28 settembre 1898 - Zagabria, 17 febbraio 1963). Ha frequentato il Grande liceo statale K.u.K., la prima istituzione croata di questo tipo in Istria.

Agli inizi della I guerra mondiale è stato evacuato con la famiglia in Moravia. Ha vissuto la caduta della Monarchia Austro-Ungarica a Pola, dove lavorava come giornalista e redattore del → Hrvatski list. Dal 1919 studiava la filosofia e la slavistica a Zagabria e al Belgrado, poi le scienze economiche e sociali a Berlino e a Francoforte in Baviera, dove nel 1923 ha discusso la dissertazione del dottorato sul tema O glavnom razlogu gospodarske zaostalosti slavensikh naroda (Sulla ragione principale dell'arretratezza economica dei popoli slavi). Tra la I e la II guerra mondiale lavorava in numerosi paesi nella Iugoslavia e così tra l'altro era supplente all'Accademia del commercio a Osijek e all'Accademia nautica a Buccari, il professore alla Facoltà di giurisprudenza a Subotica e dell'Istituto superiore d'economia e commercio a Belgrado. Ha visitato numerose università europee e i centri scientifici e culturali. A causa dei suoi atteggiamenti era arrestato e imprigionato. Il periodo particolarmente florido della sua creatività era negli anni Trenta. Allora in maniera intensiva studiava la vita e l'opera di M. Flaccio Illirico (Flacius, 1938; Matija Vlačić, 1957; Matija Vlačić Ilirik, 1960). La monografia in forma integrale è stata pubblicata postuma - tra i discorsi scientifici e i testi artistici - Matija Vlačić-Ilirik I-II (1980). Nel 1938 ha pubblicato la sua opera letteraria più importante, la raccolta di versi in ciacavo Dragi kamen, dopo pubblicata in diverse edizioni. Durante la II guerra mondiale ha concluso il suo unico romanzo Tijesna zemlja. Roman iz istarskog narodnog života (1946). Ha elaborato le condizioni a Pola durante il governo austriaco e immediatamente dopo la I guerra mondiale, in modo documentaristico e narrativo, nella monografia Puna je Pula (1954). Come partecipante alla conferenza per la pace a Parigi ha il merito dell'unione dell'Istria alla Croazia dopo la II guerra mondiale. Dal 1957 alla morte era professore alla Facoltà d'economia a Zagabria. Dal 1947 era membro ordinario di JAZU, e poi il segretario principale. In vita ha pubblicato numerosi libri di testo universitari e titoli dall'ambito dell'economia, tra i quali anche Ekonomska historija Jugoslavije (1958). È uno dei più fertili scrittori d'economia tra le due guerre e nell'immediato dopoguerra: Trgovina i unutrašnja trgovinska politika (1931), Spoljna trgovinska politika (1932), Saobraćajna politika (1933), Zanatska politika (1934), Industrijska politika (1936), Održavanje seljačkog posjeda (1937), Razvoj ekonomske misli u XIX.veku (1938), Agrarna politika (1940), Ekonomska struktura Jugoslavije 1918-1941 (1950), Ekonomika agrara FNRJ (1950), Seljaci u kapitalizmu (1952), Uvod u ekonomiku Jugoslavije (1959). Come segretario principale di JAZU nel 1951 ha avviato l'edizione Građa za gospodarsku povijest Hrvatske (Il materiale per la storia economica della Croazia). Ha il merito della fondazione della odierna Facoltà di economia e turismo »Dr. Mijo Mirković« a Pola. È stato sepolto nel natio Castelnuovo d'Arsa, dove nel suo ricordo dal 1968 si tengono Susreti na dragom kamenu (Gli incontri sulla cara pietra). Balota è il più noto e il più importante, soprattutto per la poesia, nome istriano nel corso centrale della letteratura nazionale della metà del XX sec., e uno dei più rilevanti moderni poeti ciacavi in generale. Con la sua creatività ha avuto un forte influsso sugli autori più giovani e sulla formazione dell'elemento dialettale istriano nella letteratura croata. Ha pubblicato una cinquantina di poesie con temi urbani, offerti con un nuovo trattamento poetico, tutte di medesimo valore. Con la sua poesia ha anticipato e toccato i problemi idealistici importanti e i dubbi esistenzialistici dell'intellettuale moderno. La musicalità e una certa arcaicità del suo idioma del sud istriano, e secondo alcune caratteristiche linguistiche ciacavo-stocave, ha arricchito la versificazione ciacava, però senza rilevanti innovazioni formali e sperimentazioni. Le sue poesie sono per di più di verso legato ma non in maniera ferrea, a volte di verso completamente libero, con un rimario non troppo variegato, e le poesie con verso chiuso praticamente non ci sono. Il ritmo delle poesie sovente segue quello della canzone popolare e del tramandamento popolare. Il rapporto con il verso, la versificazione e la metrica e imprevedibile e molto libero, come il rapporto verso la lingua e le sue norme grammatico-ortografiche, indipendentemente si tratti del dialetto o dello standard letterario. Il romanzo Tijesna zemlja, ha la trama autobiografico indiretto, e fino ai giorni nostri provoca nell'ambito della critica echi contraddittori. È lo studio economico-sociale del villaggio istriano della seconda metà del XIX sec. e degli inizi del XX sec., che rimane un fatto indiscutibile storico letterario nonostante lo stile poco elaborato. Gli elzeviri di Balota e la sua prosa d'itinerario, fino a oggi una parte non abbastanza valutata del suo opus, sono i generi che in un modo specifico lo hanno confermato come scrittore della corrente media della letteratura nazionale. Si tratta di testi nati dagli anni Trenta ai primi anni Cinquanta, dalle righe scritte in una situazione subordinata - esiliata durante il governo italiano in Istria fino al periodo quando i suoi ideali giovanili nazional-politici, e in buona parte idealistico-intellettuali, sono stati realizzati nel nuovo ordine dei rapporti sociali dopo la II guerra mondiale. Il mondo tematico degli itinerari in una certa percentuale è complementare con gli altri generi di Balota, anche in certe preoccupazioni liriche. La cornice tematica delle sue opere è formata dalla miseria sociale dei lavoratori, la tematica amorosa-intima, l'esilio e i destini degli emigrati, le reminiscenze storiche, la madre e gli elementi cattolici, i viaggi, il mare, il mondo dell'infanzia e i temi nazionali, in certi passi anche il debito verso la discendenza, e pure verso la scelta ideologica e l'opzione. Tra le pubblicazioni letterarie spiccano Proza i poezija (1959), il dramma Smrtni grijeh (1964), Izabrana djela (con N. Pavić, P. Ljubić e D. Gervais nell'edizione Pet stoljeća hrvatske književnosti, 1973), e i titoli scelti dall'opera Na crvenoj istarskoj zemlji (1979). È stato premiato per i conseguimenti scientifici e la produzione letteraria, è stato tradotto e figura in numerose antologie di poesia croata, e nei tempi recenti anche nelle antologie di prosa.

 

BIBLIOGRAFIA: M. Franičević, Mate Balota, u: Izabrana djela (Pavić, Balota, Ljubić, Gervais), PSHK, 105, Zagreb 1973; A.-T. Mirković, Bibliografija Mije Mirkovića – Mate Balote (1918.–1988.), Susreti na dragom kamenu, 1988 (1990), 16; B. Biletić (urednik), Književno djelo Mate Balote, Zagreb 1998; isti (priređivač), Mate Balota – Živi glas hrvatske Istre (Izbor iz djela), Vinkovci 1999; Zbornik radova o Miji Mirkoviću – Mati Baloti, Kastav 1999; A.-T. Mirković, Bibliografija Mije Mirkovića – Mate Balote (1989.–2001.), Susreti na dragom kamenu, 2001, 22; B. Rudež (urednik), Mijo Mirković: hommage uz 100. obljetnicu rođenja, Zagreb 2001.

B. D. Biletić