Morosini

Morosini (Morosin), antica famiglia veneziana. È menzionata per la prima volta nel X sec., quando ha fatto erigere la chiesa di San Michele Arcangelo e il convento San Giorgio Maggiore, il cui fondatore era Giovanni.

Le appartenevano quattro dogi, tre mogli del doge, due regine, due cardinali, numerosissimi capitani e due storici. I possedimenti più importanti della famiglia erano Latisana nel Friuli e Sanvincenti in Istria (in possedimento dal 1488 al 1560). Andrea è menzionato a Sanvincenti nel XIV sec., e i suoi eredi del feudo erano i figli Leonardo e Giacomo. Il vescovo di Parenzo Francesco ha rinnovato il castello di Sanvincenti e nel 1523 dato alla cittadina lo statuto. A motivo dell'estinzione del ramo maschile le eredi del feudo sono diventate Angela e Morosina, le quali nel 1560 si sono sposate con i fratelli Ermolao e Marino → Grimani, e portato in dote il feudo. Al doge Domenico i rovignesi hanno giurato fedeltà nel 1149. Il suo figlio omonimo nel 1150 con la propria flotta ha attaccato Pola, dopo di che la città ha rifiutato la fedeltà e ha tentato di liberarsi dal potere veneziano. Nel XII sec. Ruggero ha avuto il feudo Gallesano, che apparteneva a Peroi, e come podestà di Pola anche il villaggio Sissano e la contrada Bagnole. Marino è diventato il primo Capitaneus civitatis Justinopolis nel 1268, e sotto il suo governo Capodistria s'è rafforzata in modo significativo, in senso politico ed economico. Nel 1720, i Morosini di Capodistria hanno ricevuto il titolo nobiliare dalla Repubblica di Venezia. Nel XVII sec., per un periodo di tempo, la famiglia ha tra le proprietà anche Caliseto al Leme vicino a Orsera. Sull'isola Veruda, vicino alla chiesa, nel 1624 hanno costruito il chiostro. I numerosi membri della famiglia avevano in Istria diversi possedimenti e svolgevano importanti uffici: Marco (XIV sec.), il podestà di San Lorenzo del Pasenatico; Giovanni (XV sec.), il podestà di Capodistria; Giovanni (XV sec.), il vescovo di Cittanova; Lodovico (XV sec.), il podestà di Rovigno; Lorenzo (XVI sec.), il podestà di Montona; Alvise (XVI sec.), il podestà di Capodistria e capitano; Daniele (XVI sec.), il sindaco veneziano, viaggiava per l'Istria e censiva la popolazione; Angelo/Anzolo (XVII sec.), il podestà di Capodistia e capitano; Vincenzo (XVIII sec.), il Deputato ai Boschi, ha compilato il catasto dei boschi in Istria (1775); i capitani di Raspo Jacopo (1436), Filippo (1687 - 1689) e Antonio (1735 - 1736); i conti di Pola Marco (1344 -1345), Andrea (1347 - 1348), Pietro (1427 - 1428), Alvise (1453 - 1454), Alvise (1534), Bernardo (1535 - 1536), Alvise (1540) e Vettor (1598), i conti provveditori Giacomo (1682 - 1683), Tomaso (1700 - 1701), Pietro  (1742 - 1743) e Antonio (1784 - 1785).

 

BIBLIOGRAFIA: G. de Totto, Il patriziato di Capodistria, AMSI, 1939, 49; isti, Feudi e feudatari nell’Istria Veneta, AMSI, 1942, 51–52; S. Cella, I Reggitori di Pola, AMSI, 1961, 9; G. Pusterla [A. Tomasich], I nobili di Capodistria e dell’Istria, Bologna 1968; Vincenzo Morosini IV, Catastico Generale dei Boschi della Provincia dell’Istria (1775–1776) (a cura di Vjekoslav Bratulić), Collana degli ACRS, 1980, 4; G. Radossi, Stemmi di rettori e di famiglie notabili di Pinguente, ACRS 1980–81, 11; M. Bertoša, Istra: Doba Venecije (XVI.–XVIII. stoljeće), Pula 1995; S. Bertoša, Život i smrt u Puli. Starosjeditelji i doseljenici od XVII. do početka XIX. stoljeća, Pazin 2002; G. Radossi, Monumenta Heraldica Iustinopolitana. Stemmi di rettori, di famiglie notabili, di vescovi e della città di Capodistria, Rovigno–Trieste 2003.

S. Bertoša