
Castropola, (Castro Pola, Sergi)
Castropola, (Castro Pola, Sergi), Famiglia nobile nella quale confidavano i Patriarchi d'Aquileia nel XIII secolo, adoprandosi che questa nobile famiglia di conti, mantenesse il potere a Pola. Con questo obiettivo i Patriarchi donavano loro terreni nell'entroterra di Pola, incluso anche il castrum Polae (dal quale proviene l'aggettivo della famiglia dei Sergi, Castropola).
Monfiorito, con l'intento di appropriarsi il borgo Due Castelli si scontrò apertamente con il vescovo di Parenzo Adalperto (1219-43); invase Parenzo e scacciò il vescovo dalla città. Verso la fine del 1232 il Patriarca e conte istriano Berold della casa Andechs (1218-1281) con l'aiuto del fratello di Monfiorito, Nassinguerru II, entrò in un conflitto con Venezia, a sostegno di Pola. Pola fu sconfitta e dovette, all'inizio del 1243, firmare un trattato di pace e giurare fedeltà al Doge; uno dei nove giurati fu personalmente il Nasinguerra.
Monfiorito, che all'epoca era il capitano del castello di Pola, ha cercato di estendere il suo potere e supremazia sull'Istria centrale, poiché aveva ottenuto dal patriarca Gregorio in concessione il feudo di Novaki (Novacchi 1258). Sostenne Montona nella sommossa contro i patriarchi. Il Patriarca, con l'aiuto d'Alberto II. Goriziano vinse e costrinse Monfiorito ad abbandonare Montona e rimborsare i danni causati; dovette inoltre giurare al patriarca fedeltà sua e di Pola. Il terzo fratello Sergio I., nel 1268 fu capitano del reggimento di Pola, questo incarico rafforzò ulteriormente il potere temporale del patriarca d'Aquileia sulla città di Pola. Dopo la morte del patriarca Gregorio (1269), il capitolo dei canonici d'Aquileia elesse come nuovo patriarca Filippo di Sponheim, l'elezione non fu confermata dal Papa, a causa di tale decisione papale il posto del Patriarca restò vuoto per quattro anni; è questo il periodo in cui si rafforzò il potere di Venezia nelle città occidentali dell'Istria, mentre a Pola i sostenitori di Venezia, con a capo la famiglia Jonata (Jonatasi, Gionatasi), durante la processione notturna del venerdì Santo del 1271, con un un attacco improvviso hanno ammazzato i sostenitori e i membri della famiglia Castropola, quali primari sostenitori del potere patriarcale a Pola. L'anno successivo, il veneziano Nicolò Quirino fu eletto podestà di Pola. La situazione della famiglia Castropola si stabilizzò con la nomina dell'agile Raimodo della Torre a patriarca d'Aquileia e conte istriano (1273-99). In quel periodo Monfiorito fu nominato castellano del borgo Due Castelli e vicario del marchesato d'Istria. Purtroppo negli anni di nomine, improvvisamente muore (1278). Dopo di lui, Pietro I, (figlio di Nasinguerra II.), divenne podestà di Pola, Nicolò I. (figlio di Glicerio I) capitano del reggimento di Pola, e suo il parente Nasinguerra III. (figlio di Sergio I), capitano supremo e imperituro di Pola. Non immischiandosi nei conflitti tra Venezia e i Patriarchi, i tre precedentemente nominati divennero i veri padroni della città. I Veneziani, sfruttarono il periodo d'elezione del nuovo Patriarca d'Aquilea, più precisamente il marchese istriano (1318-19), per rafforzare la loro posizione a Pola. Sergio II. (figlio di Nasinguerra III.) respinse l'attacco navale del comandante della marina in Istria Nicolò Badoera, ma alla fine dovette, assieme al parente Nasinguerra IV., (figlio di Pietro), giurare fedeltà al Doge (1319), e rinnegare al titolo di capitano supremo e imperituro di Pola. La supremazia della Serenissima si rafforzò ulteriormente durante la guerra con il patriarca e marchese per la Furlania, Pagano della Torre (1319-32), perchè i Veneziani con pressioni su Pola e Valle, costrinsero il Patriarca a riconoscere come nuovo podestà di Pola il neo eletto veneziano Giorgio Baseggia (1319). Il colpo definitivo fu dato alla famiglia Castropola durante la sommossa di quella corrente dell'amministrazione di Pola sostenitrice della Serenissima (1331), quando con l'aiuto militare del principe Federico di Veglia (famiglia conosciuta poi con il nome di Frankopani) consegnarono la città ai veneziani. Ai sensi di uno degli articoli del contratto sull'adesione della città e il passaggio sotto l'amministrazione di Venezia, il Doge e il governo cacciarono la famiglia Castropla dai territori della città e del comune di Pola, dalla Furlania, dall'Istria e dalla Slavonia (cioè da tutti i territori croati in Istria), nei territori che sarebbero stati scelti dal governo e dal Doge. Grazie al sudetto articolo, alla famiglia Castropola fu dato il diritto di proprietà e usufrutto dei poderi privati sul territorio di Pola. Nasinmguerra IV, tentò tramite il Patriarca e marchese Pagano, di ottenere il trasferimento al borgo Due Castelli, in loro possesso dal 1328, non riuscendo nell'intento. A causa delle circostanze descritte per forza di cose andarono a vivere a Treviso.
LIT.: Camillo De Franceschi, Il Comune polese e la signoria dei Castropola, AMSI, 1902, 18, 1903, 19, 1904, 20; B. Benussi, Povijest Pule u svjetskih municipalnih ustanova do 1918. godine, Pula 2002.
I. Jurković
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