Coronino, Coroninus (Coronini, Pompeo)
Coronino, Coroninus (Coronini, Pompeo), vescovo di Pedena e di Trieste (Lubiana, 1582 - Trieste, 14.III. 1646). Studiò a Bologna dove conseguì il dottorato di giurisprudenza, filosofia e teologia.
La carriera di sacerdote iniziò a Prebacini e a Gradiscutti nella diocesi d'Acquilea. Poi detenne l'onore di visitatore apostolico dell'arcidiocesi di Salisburgo. Fu consigliere dell'arcivescovo di Salisburgo e dell'Imperatore Ferdinando II., e poi rappresentante dell'Imperatore e consigliere nel governo regionale di Gorizia. Era iscritto al registro del patriziato di Carinzia con il titolo <de Godenberg>. Fu nominato decano di Lubiana. L'Imperatore lo scelse nel 1625, e il Papa lo confermò vescovo di Pedena. Godendo la prebenda di decano di Lubiana, era stato a capo della piccola e povera diocesi di Pedena fino al 1631, poi fu trasferito a Trieste e guidò la diocesi di Trieste dal 1631 al 1646. Nel 1647 visitò tutte le parrocchie della diocesi di Pedena. Nel tempo libero si occupava di poesia e di scritture in lingua latina. Stampò l'opera Assertiones politicae de Republica, senza l'incisione della data di pubblicazione. Nel 1628,personalmente consegnò a Roma il rapporto sullo stato e le condizioni di vita nella diocesi di Pedena, descrivendo le gravi conseguenze materiali e religiose causate dalle pluriennali guerre tra l'Impero Austriaco e la Repubblica di Venezia: il numero di abitanti adulti si era ridotto a tre mila, c'era la mancanza del clero, tutte le parrocchie erano nel territorio che apparteneva all'Austria, eccetto Grimalda, che era integrata nel sistema istriano di Venezia; la lingua latina e la liturgia in latino erano praticate da tutti i parroci, eccetto tre eil cappellano del vescovo, i quali hanno abbandonato il latino e di nuovo hanno introdotto nella liturgia il croato-antico. Tutto il popolo parlava la lingua croata, e solo pochi singoli parlavano in lingua italiana. Nella diocesi c'errano molte comunità, che non avevano delle regole scritte, La mancanza di queste fu la causa principale delle irregolarità e malversazioni nella gestione d'affari e nelle attività. Fu sepolto nella cattedrale di Trieste.
LIT.: P. Kandler, Pel Fausto ingresso di monsignor vescovo d’ Bartolomeo Legat nella sua diocesi di Trieste, Trieste 1847; P. Gauchat, Hierarchia catholica medii et recentioris aevi, IV, Padova 1967; C. De Franceschi, Storia documentata della Contea di Pisino, Venezia 1963; L. i M. M. Tacchella, Il Cardinale Agostino Valier e la Riforma tridentina nella diocesi di Trieste, Udine 1974; I. Grah, Izvještaji pićanskih biskupa Svetoj stolici (1589–1780), Croatica Christiana periodica, 1980, 6.
I. Grah
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