Antichità, arte dell’antichità in Istria

Antichità, periodo culturale e storico della cultura greca e romana sul Mediterraneo e in parte dell’Europa centrale tra gli ultimi secoli a.C. e V-VI sec. d.C. In Istria, sull’Adriatico settentrionale, i primi contatti dei popoli dell’età del ferro con l’antichità greco-romana iniziano attorno al V sec. a.C., anche se solo in alcuni luoghi.

I greci non fondavano le colonie in Istria e paesi limitrofi (eccetto Spina e Adria nel delta del Po), ma navigavano lungo l’Adriatico settentrionale e svolgevano l’attività commerciale con gli Histri e i Liburni. I contatti più sistematici iniziano solo con la conquista romana dell’Italia settentrionale (la seconda metà del III sec. a.C), e aumentano dalla conquista dell’Istria (177 a.C.). L’antichità ha raggiunto l’apice a cavallo tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C. (fondazione e rafforzamento delle colonie a Pola, Parenzo e Trieste). I più importanti storici e geografi grechi e romani – fonti per la conoscienza dell’antichità istriana: Ecateo di Mileto, Pseudo-Scilace, Strabone, Claudio Tolomeo, Tito Livio, Plinio il Vecchio, F.M.A. Cassiodoro e Anonimo di Ravenna. Le fondamentali indicazioni dell’antichità in Istria sono la comparsa della scrittura, l’appartenenza politica allo stato romano e un’enorme eredità in forma di cultura materiale e spirituale: la comparsa delle città come forme di abitati, nuovo modo di sfruttamento dei terreni coltivabili (coltivazione degli olivi e della vite), la ripartizione catastale in particelle regolari (centurizzazione). Una grande importanza ha la realizzazione della rete stradale e del sistema di piccoli e grandi porti, tramite i quali i beni prodotti venivano esportati dall’Istria verso Aquilea ed altri centri di commercio sull’Adriatico, il che ha reso possibile l’aumento della produzione e lo sviluppo del commercio.
L’asse primario del traffico e dell’economia era la costa occidentale dell’Istria, dove passava la rotta principale di navigazione sull’Adriatico (Salona-Iader-Pola-Aquileia) e dove si trovavano i più importanti centri di vita economica. Nel senso amministrativo e politico nell’antichità, l’Istria prima faceva parte della provincia Illirica (fino al 18-12 a.C.), e poi dell’Italica Regione Decima, mentre la parte orientale dell’Istria, all’est dal fiume Arsa, era parte della provincia di Dalmazia. Gli Histri autoctoni sono stati romanizzati gradualmente, e la loro tradizione (l’onomastica e la teonimia) è rimasta conservata il più a lungo nell’Istria centrale (fino al III sec.). In simile maniera anche i Liburni nell’Istria orientale hanno conservato a lungo il proprio modo di vivere, soprattutto perché sul loro territorio non c’erano le colonie. Gli imigrati nelle colonie istriane nel I sec. a.C. e nel I sec. d.C. provenivano soprattutto dal nord Italia, in misura minore dall’Italia meridionale, nonché dalle provincie limitrofe. In Istria, come nelle altre parti dell’Impero Romano, è giunto un numero consistente di schiavi, e i loro discendenti liberati hanno ancora per qualche tempo conservato la loro identità orientale. L’identità istriana dell’antichità è formata dai discendenti degli Histri, dai cittadini romani imigrati e dai discendenti degli imigrati dall’oriente appartenenti ai ceti bassi. Con il rafforzamento della cristianità la cultura dell’antichità si tramuta in quella del primo cristianesimo, la quale l’ha succeduta dopo il V sec. Il primo cristianesimo è nato sulle basi antiche e sulle fonti spirituali del Vicino Oriente, e in Istria, prima si era diffuso nelle colonie (Pola, Parentium e Tergeste), e in seguito nelle altre città e in ambienti rurali. La cultura dell’antichità in Istria, e in particolar modo il patrimonio architettonico, è diventata famosa dal basso m.e. nel mondo dell’epoca per i monumenti ben conservati a Pola (l’Arena, l’Arco di Trionfo, il Tempio d’Augusto), ma in Istria ci sono anche strutture importanti dell’architettura del primo cristianesimo (la Basilica Eufrasiana a Parenzo).

BIBLIOGRAFIA: Š. Mlakar, Istra u antici, Pula 1962; M. Križman, Antička svjedočanstva o Istri, Pula 1997; A. Starac, Rimsko vladanje u Histriji i Liburniji, I-II, Pula 1999-2000.

Arte dell’antichità in Istria. Anche se si presuppone che i primi contatti degli Histri con l’arte dell’antichità iniziano nel VI-V sec. a.C. (sculture al Nesazio), è possibile seguire gli inizi dell’arte antica in Istria dal I sec. a.C., quando incomincia la forte romanizzazione. L’arte in Istria è sotto il grande influsso dell’arte dell’antichità generale dell’Italia settentrionale, e le ascendenze autoctone sono praticamente nulle: è possibile trovarle solo in alcune realizzazioni dell’arte di culto privata nell’Istria centrale e orientale. La prima e la più evidente creazione dell’arte antica ufficiale è l’urbanizzazione che, con i due esempi in Parenzo e in Pola, presenta soluzioni concettuali diverse – la rete stradale regolare di tipo romano a Parentium e lo schema concentrico circolare di tipo castelliere a Pola. In ambedue i casi la piazza principale (forum) è situata sull’intersezione delle vie di comunicazione, dove erano situati i templi principali, gli edifici d’amministrazione e altri contenuti pubblici. Lo schema urbano del primo periodo dell’epoca antica è noto anche in Nesazio, però a causa della mancanza di ricerche sufficienti non è possibile offrire conclusioni più ampie. La forma urbana non è nota in altri abitati in Istria (Piquentum, Rotium, Alvona e Flanona), nella parte della Liburnia istriana, però per lo più si tratta di aglomerati aperti antichi ai piedi dei castellieri più antichi, i quali nell’età antica erano più o meno abbandonati. Le città di regola erano cinte da mura, con le torri e altri elementi di difesa, e la porta della città fungeva da comunicazione principale della città con l’ambiente circostante. Sono note la Porta di Ercole e la Porta Gemina, e i resti della Port’Aurea con l’Arco di Trionfo dei Sergi a Pola. In architettura l’arte antica introduce in Istria tutte le acquisizioni già sviluppatesi in altre parti del Mediterraneo, anche se sempre con determinate specificità che dettavano le condizioni locali dirette. Così, per esempio, l’Arena di Pola aveva quattro torri esterne per il sistema delle scale per facilitare il passaggio del publico. – La scultura, la pittura, l’arte del mosaico sono presenti in molti esempi, specialmente a Pola. Lo sviluppo della scultura ritrattistica nell’arte romana in Istria si manifesta con alcuni preziosi ritratti anonimi (Pola, Parenzo), però esistono anche frammenti di coppie di classiche statute greche (Brioni, Pola), e numerose sculture sepolcrali (plastico pieno e rilievi, edicule e sarcofaghi). Le pitture parietali non sono conservate in numero consistente, però ci sono mosaici in grande quantità, soprattutto pavimentali, nei lussuosi edifici urbani abitazionali, dove ornavano le stanze rappresentative (la Punizione di Dirce a Pola).

 

BIBLIOGRAFIA: N. Cambi, Antika, Povijest umjetnosti u hrvatskoj, 2, Zagreb 2002.

R. Matijašić