Luciani

Luciani, famiglia nobile albonese. Già dal 1436 nomina Dominicus, membro della giunta cittadina. I Luciani adempivano pure il dovere del clero, del giudice e del notaio. Michele viene ritenuto il fondatore del convento di S.Francesco. Donò nel 1496 all'ordine dei francescani il terreno e la chiesa nella località di S.Vito, ai piedi di Albona, e nel 1518 donò al convento francescano pure l'ospizio dei poveri.

Jacoba, figlia di Bartholomeo, morì partorendo il 3 marzo 1520, dando alla luce Andrija Franković o Vlačić figlio → M. Vlačić Illirico, che ottenne fama mondiale come riformatore ecclesiastio. Gasparo fu nel 1534 il parrocco di Albona, e Priamo coprì la stessa posizione dal 1586 al 1637. Egli partecipò il 20 gennaio 1599 molto attivamente allo scontro tra gli Albonesi e gli Uscocchi. Il Luciani più significativo fu Tomaso (1818-94). Come sindaco albonese (dal 1847) avvio una serie di iniziative culturali  (Teatro minore, la Società del Casinò, la Scuola di musica e altro), e attorno al 1850 organizzò la costruzione del ponte per il collegamento stradale fra Albona e Porto Albona. Si occupò intensivamente della raccolta di reperti preistorici fondando la prima raccolta museale in Istria. Manteneva una ricca corrispondenza, specialmente con Th. Mommsen, P. Kandler e altri. Come sostenitore dell'irredentismo italiano nell'allora Istria austriaca, lascio nel 1861 la città natia e si rifugiò in Italia. Lavorando nell' Archivio dei Frari a Venezia, risaltò come eccellente archivista. Nelle miniere di carbone dell'Arsa (Miniere istriane dell'Arsa) lavorò negli anni Trenta l'ingeniere  Luciano, che si fece notare con l'introduzione del sistema Bedeaux, con  il quale s'impegnò a determinare norme precise per tutti i lavori minerari e conformemente ed esse definire i salari dei lavoratori. I discendenti di questa famiglia oggi abitano a Trieste. Nella cittavecchia albonese esistevano alcuni edifici della famiglia Luciani. Della più antica, andata in rovina, al museo si conserva  l'architrave della porta con scolpito l'anno 1595. Nel 2000 uno dei loro edifici è stato trasformato in galleria cittadina. Nello stemma era raffigurato un pesce, probabilmente il collegamento tra il termine italiano per il pesce luccio e la radice del proprio cognome.

 

BIBLIOGRAFIA: Il lapidario albonese, Poreč 1937; S. Cella, Albona, Trieste 1967; H. Stemberger, Labinska povijesna kronika, Labin 1983; Narodni muzej Labin, Vodič, Labin 2003.

T. Vorano