Benussi, Bernardo

Benussi, Bernardo, storico (Rovigno, 10-01-1946 /Trieste, 18-III-1929). Ha frequentato il seminario arcivescovile di Udine. Poi continuò gli studi a Capodistria. Dopo l'esame di maturità s'iscrisse alla facoltà di giurisprudenza dell'Università di Padova e poi frequentò gli studi di storia e scienze sociali a Vienna e Graz. Nel 1869, a Graz, ha conseguito il diploma d'insegnante di storia e geografia, due anni dopo anche di filosofia. Cominciò a insegnare nel ginnasio di Capodistria (1869), ma siccome non gli fu confermato l'incarico nel 1874 si trasferì a Trieste, dove lavorò come professore, e successivamente divenne Preside del Ginnasio femminile; fino alla fine del 1920 insegnò filosofia, pedagogia, geografia economica e storia commerciale nella scuola superiore di economia.

 

E' stato nominato Preside onorario dell'Università Popolare di Trieste 1909-13., e della Società Istriana di Archeologia e Storia Patria, dal 1899 al 1925. Già nel 1872 negli atti del ginnasio di Capodistria pubblicò in un atto la recensione della storia istriana sino al periodo della dominazione romana, sottolineando che non è possibile scrivere la storia della Penisola senza aver prima raccolto materiale d'archivio è analizzato le fonti storiche. Per uso didattico scrisse nel 1874 una manuale storico - geografico e statistico del territorio, che nel 1903 sarà chiamato Regione Giulia. Il manuale, dopo essere stato completato e dopo la ristampa, rappresentò fino al 1919 la più completa raccolta di dati che si riferiscono allo spazio Nord Adriatico. Le ricerche d'archivio e la collaborazione con la rivista Archeografo Triestino, sul quale pubblicava articoli di storia antica, assieme agli Atti e le Memorie segneranno la svolta che lo vedrà dedicarsi ora agli studi medievali. Discepolo e seguace della scuola di storiografia Viennese e di Graz, il punto di partenza di Benussi era l'individualizzazione storica delle lemme della politica, del diritto, dell'economia e della cultura delle singole aree e del periodo di tempo nel quale si avvenivano; dopo avere raccolto il materiale storico e avendolo poi analizzato minuziosamente procedeva alla sintesi. Su queste basi si fonda l'opera; "La Storia  documentata di Rovigno" (1888) e le due seguenti opere: "Pola nelle sue istituzioni municipali dal 1797 al 1918 (1923)" e "Pola nelle sue istituzioni  municipali sino al 1797 (1924)"- nella traduzione croata sono tradotte e pubblicate in un unica opera dal titolo: La storia di Pola  nel contesto delle istituzione municipali fino al 1918 (2002). Il volume "L'Istria nei suoi due millenni di storia" (1924) è ricco d'informazioni, si tratta di un'ampia ricerca nella storia istriana. In queste opere Benussi  cerca di impostare la tesi  sulla continuità storica del dominio romano, bizantino, medioevale (feudale) e di Venezia in Istria e le nelle sue città, particolarmente del ruolo dominante della cultura romana e veneta.  Altri scritti di Benussi scoprono alcuni segmenti del passato storico, per esempio lo statuto di Pola con il commento,   i registri  d'anagrafe degli abitanti di Pola, i testi di cronache rovignesi, descrizioni dell'antica storia parentina, una presentazione dell'Istria nel 1848, uno scritto su Pola del 1918, uno su Tersatto e sui feudi dei vescovi di Pola nel Quarnero, sul ruolo di T. Luciani nella storiografia istriana ecc. Dal 1871 al 1928  Benussi  pubblicò 61 opere importanti su dati di storia, horografia, statistica, sul clima sulle istituzioni, statuti, vita pubblica, costumi e usanze, cultura, chiese e vita religiosa. Opere, assai significanti per il contenuto storiografico e molto importanti perché testimoniano l'atmosfera politica e ideologica di quei tempi. Difendendo gli interessi italiani, Benussi polemizzo apertamente da un punto ideologico e politico con gli avversari politici( ad esempio con il monsignore F. Volarich sulla rivista Atti Memorie 1893 sull'uso della lingua croata nella liturgia ecclesiale). Con le proprie tesi è più vicino e simile a C. Combi e G. R. Carli  che allo storico filo austriaco P.Kandler, che poi dopo la morte invece ha difeso. Nel 1918 rifiutò le idee fasciste restando fedele agli ideali del Risorgimento e alle idee del liberalismo italiano con le sue componenti nazionali e nazionaliste di quei tempi.

 

BIBLIOGRAFIA: G. Quarantotto, Bernardo Benussi. Discorso commemorativo, AMSI, 1929, 41 (in appendice: Bibliografia degli scritti a stampa di Bernardo Benussi); G. Cervani, Bernardo Benussi nel quadro della storiografia liberal-nazionale italiana in Istria alla fine dell’Ottocento, in: Storia documentata di Rovigno, Trieste 1977.

M. Bertoša