Risveglio nazionale croato

Risveglio nazionale croato, movimento nazionale dei croati dell'Istria che durò dal 1860 all'inizio del XX sec. Il periodo iniziale del processo d'integrazione nazionale croata in Istria va dal 1830 agli inizi del 1860, caratterizzato dalle idee sull'illirismo e dall'inizio delle attività atte al raggiungimento degli obiettivi nazionali.

La disorganizzazione e l'incoerenza presente nella parte occidentale della penisola istriana si sono fatti sentire durante i disordini politici del 1848, l'anno della rivoluzione. Il fatto è da attribuire principalmente allo scarso numero di membri dell'élite civile croata (intellettuali ed economisti), iniziatori e propagatori delle idee sull'integrazione nazionale.

Nelle elezioni del distretto occidentale per il Consiglio imperiale non è spiccato nemmeno un candidato di origine croata. Al contrario, nella parte liburnica dell'Istria, l'élite croata si è organizzata bene, come dimostrato dalla vittoria del candidato croato Josip Vlah di Castua (Kastav) nel distretto elettorale Podgrad-Volosko-Belaj. Dall'introduzione della vita parlamentare, ossia dalla creazione del Consiglio provinciale (Parlamento istriano) nel 1861, si è lavorato in continuazione sull'animazione del risveglio nazionale croato. In Parlamento esso si manifesta tramite la lotta per la parità della lingua croata nell'amministrazione. All'inizio degli anni '70 del XIX sec. venne fondata la "Naša sloga", giornale principale del risveglio nazionale, e furono tenute riunioni di massa dove si discusse dei problemi nazionali (dei campi veri e propri). Il periodo che va dal 1860 all'inizio del XX sec. viene considerato la fase centrale e decisiva dell'integrazione dei croati in Istria. È caratterizzato dall'espansione istituzionale e sistematica della coscienza nazionale. I portatori del programma d'integrazione nazionale differivano in base all'età e al programma politico. La prima generazione (di risorgimentisti), guidata da J. Dobrila, D. Vitezić e M. Bastian, ha portato il movimento nello spirito dell'ideologia jugoslava del vescovo Josip Juraj Strossmayer ed era affascinata dall'idea dell'unificazione degli Slavi meridionali.

Dal 1880 si presenta la seconda generazione di riformatori (Partito Croato dei Diritti), guidati da M. Laginja, V. Spančić e M. Mandić, che segue l'ideologia dettata dal Partito Croato dei Diritti di Ante Starčević, ma con alcuni adattamenti alle circostanze istriane. Anche i membri del Partito croato dei Diritti si sono lasciati travolgere dalla visione della "Grande Croazia" nella quale doveva essere inclusa anche l'Istria, erano anti-austriaci e anti-tedeschi, oppositori del dualismo, ma riconoscevano l'esistenza della nazione slovena e collaboravano attivamente con i suoi rappresentanti per quel che riguardava l'organizzazione del movimento nazionale. Il periodo di stagnazione o la fase intermedia d'integrazione nazionale inizia con buoni risultati alle elezioni per il Consiglio imperiale nel 1907, quando si manifesta la disunione del movimento nazionale croato. La fase finale si compie con una sollevazione di massa dopo la capitolazione dell'Italia nel 1943 e termina con la creazione dello Stato indipendente croato nel 1991.

BIBLIOGRAFIA: B. Milanović, Hrvatski narodni preporod u Istri, I–II, Pazin 1967–73; J. Šidak i dr., Hrvatski narodni preporod – ilirski pokret, Zagreb 1990; N. Šetić, Istra između tradicionalnog i modernog ili o procesu integracije suvremene hrvatske nacije u Istri, Pazin 1995; isti, Iz istarskoga novovjekovlja, Labin 1999.

N. Šetić, M. Manin

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Literatura

B. Milanović, Hrvatski narodni preporod u Istri, I–II, Pazin 1967–73; J. Šidak i dr., Hrvatski narodni preporod – ilirski pokret, Zagreb 1990; N. Šetić, Istra između tradicionalnog i modernog ili o procesu integracije suvremene hrvatske nacije u Istri, Pazin 1995; isti, Iz istarskoga novovjekovlja, Labin 1999.