Laginja, Matko

Laginja, Matko (Mattia, Matteo, Mate), avvocato, politico e rinascimentale (Clana vicino Castua, 10  agosto 1852 - Zagabria, 18 marzo 1930). Frequentò la scuola elementare a Clana e Castua, e nel 1863-71 il Ginnasio reale fiumano. Studiò giurisprudenza a Zagabria e a Graz, dove tra il 1876-77 frequentò anche l'accademia commercial-artigianale, e nel 1877-79 a Trieste, anche la scuola superiore commerciale come stipendista del Potere reale nazionale a Zagabria.

Fu quindi per un periodo breve protocollista del municipio zagabrese, nel 1880 segretario comunale a Castua, e dal 1881 candidato d'avvocatura a Volosco. Nel 1885 si laureò in giurisprudenza a Graz e nel 1890 si mise in proprio come avvocato entrando nell'elenco della Camera degli avvocati triestini. Dal giugno 1890  fino al 1915 abitò a Pola, dove aprì uno sudio legale. Operava politicamente, ma anche economicamente nell'ambito del → Risorgimento popolare croato in Istria, con lo scopo di raggiungere l'indipendenza dei contadini croati dai latifondisti e dai commercianti italiani. Fu in vetta al movimento cooperativo (→ cooperativismo), che fondò una serie di società di credito (prestito) e cooperative agricole e di consumatori.  Iniziò ad esercitare nel suo studio legale nel 1891 → Credito istriano a Pola, l'istituto monetario più grande in Istria, di cui fu dirigente per molti anni. Su richiesta dei contadini Italiani fondò nel 1899 la Società di credito a Dignano (Cassa rurale Dignano). L'organizzazione cooperativa nel paese e l'indipendenza economica, influenzarono la popolazione contadina ad esprimere il proprio volere politico alle votazioni nazionali, regionali e comunali. Fondò a Pola nel 1903 assieme a colleghi la Lega delle cooperative istriane. Fu segretario della  → Società di S.Cirillo e Metodio per l'Istria  e condusse la tipografia »Laginja e compagni« a Pola, nella quale venne stampata Naša sloga (La nostra unione). Apparteneva alla futura generazione di Istriani risorgimentali legalmente orientati. Politicamente operava come rappresentante nella Dieta Istriana (eletto nel  1883, 1889, 1895, 1901, 1908 e 1914) e nella Giunta imperiale a Vienna  (eletto nel 1891, 1897, 1907 e 1911). Lottando per i diritti dei Croati in Istria, cercò di tenere nel 1883 all'interno della Dieta istriana il primo discorso in lingua croata, ma i rappresentanti Italiani lo interruppero abbandonando la sala. La crisi nelle file del movimento popolare dei Croati e Sloveni in Istria alla fine del XIX e agli inizio del  XX sec., quando Laginja nel 1901 non venne eletto alle elezioni per  la Giunta imperiale, fu rapidamente superata. Alle elezioni del 1907, tenutesi su base di un diritto di voto generale e segreto, Laginja, assieme a V. Spinčić e M. Mandić in tre distretti elettorali ottenne praticamente una vittoria plebiscitare. A causa delle pressioni dei regnanti a Vienna, ma anche grazie al suo interessamento, la guida del Partito popolare croato-sloveno stipulò nel 1908 con i liberali popolari italiani un'accordo secondo il quale i Croati e i Sloveni potevano aumentare a 19 il un numero dei loro rappresentanti nella Dieta istriana, (sul totale di 47). Dopo le elezioni condotte in base a tale riforma venne fondato il Comitato territoriale, nel quale Laginja fu nominato sostituto del capitano. Era il portavoce di una politica di pace inaugurata dalle autorità a Vienna per raggiungere la collaborazione tra la parte italiana e quella croato-slovena. Durante la Prima guerra mondiale alloggiò ad Abbazia, Vienna e a Zagabria, dove ha vissuto fino alla morte. Nell'anno 1917 fu sostenitore della Dichiarazione di Maggio, con la quale si voleva ottenere l'unificazione dei Sloveni, Croati e Serbi sui territori dell Austroungheria. A Zagabria lavorò alla risoluzione dei problemi degli emigrati istriani. Il Consiglio popolare dello Stato dei Sloveni, Croati e Serbi lo nominò, il 31 ottobre 1918, commissario per l'Istria. Il commissariato fu abolito il 10 aprile 1919, dal potere del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, ma Laginja rimase sempre occupato nella risoluzione della questioni istriane. Partecipò alla demarcazione dei confini con l'Italia dopo il 1920, e davanti alle autorità a Belgrado fu nominato presidente del Comitato consultivo per la risoluzione della questione fiumana, ma nola risoluzione della questione fiumanan ebbe influenza rilevante. Assieme a tre rappresentanti, rappresentò l' Iistria nella Rappresentanza popolare temporanea del Regno dei SCS (1919-20). Nell'assemblea optò per il Circolo Popolare, e cioè per la Comunità croata. Il governo di Stojan Protić lo nominò nel 1920 bano croato. Nel 1921, in occasione dell'imposizione della Costituzione di Vidovdan, uscì Comitato costituzionale, fece una dichiarazione protocentralistica e con i rappresentanti delle file del Circolo popolare abbandonò l'Assemblea. Riteneva che la Comunità croata non doveva essere sempre solidale con quella di Radić, non era daccordo con la tattica politica di Stjepan Radić si occupò dell'entrata dei suoi rappresentanti nel Partito croato repubblicano contadino nel parlamento, acciocchè le posizioni croate all'interno dello stato, non s'indebolissero. Abituato al sistema giuridico austroungarico, nella sua lotta si richiamava alla legittimità, ma il parlamentarismo del Regno dei SCS funzionava diversamente. Si ritirò dalla vita del partito tra il 1925-26, ma ciò non fu anche la fine della sua attività sociale. Dal 1926 a Zagabria fu attivo nella Cooperativa per la costruzione di piccole case famigliari e appartamenti. Collaborò a La nostra unità, scriveva per il periodico Diritto di Zara, ha redatto la raccolta  di Canzoni croate popolari, cantate per l' Istria e le isole del Quarnero (edizione La nostra unità, 1880) , e da solo si occupava cratività letteraria (?). Sono importanti le sue opere: La Costituzione di Castua (1400-1661) (Legge, 1873-74, 4-10); La città ed il comune di Castua (1883); Österreich und die kroatische Frage (1883); Opere letterarie e saggi (1983); L' Austria e la questione croata (Istria, 1985, 1-2); Opere scientifiche e letterarie (2003).

BIBLIOGRAFIA: V. Spinčić, Crtice iz hrvatske književne kulture Istre, Zagreb 1926; K. Šegvić, Laginja. Rođen u Klani, selu Kastavšćine, 10. kolovoza 1852., umro u Zagrebu 18. ožujka 1930., Hrvatska revija, 1930, 5; V. Bratulić, Hrvatski zastupnici u Istarskom saboru i Carevinskom vijeću devedesetih godina XIX. stoljeća i suradnja južnoslavenskih naroda, Jadranski zbornik, 1958, 3; D. Šepić, Politika »narodnog mira« u Istri 1908–1913., Anali Jadranskog instituta, 1961, 3; V. Bratulić, Politički sporazumi između Kraljevine Italije i Kraljevine SHS odnosno Jugoslavije nakon Rapalla, Jadranski zbornik, 1966, 4; Lj. Buršić, Hrvatski advokati u Istri i Liburniji, Odvjetnik, 1968, 18; Z. Črnja, Matko Laginja, ibid.; Hrvatski narodni preporod u Dalmaciji i Istri (zbornik), Zagreb 1969; P. Strčić, Povratak u Istru. Laginja i kraj »kuderovštine« u Kastavštini, Dometi, 1971, 6; H. Matković, Politički rad Matka Laginje od 1918. do 1920. godine, Pazinski memorijal, 1972, 3; M. Strčić, Književno djelo Matka Laginje, Prilozi o zavičaju, 1986, 4; P. Strčić, Hrvatski narodni preporoditelj i ban Dr. Matko Laginja, Zbornik Društva za povjesnicu Klana, 1995, 1; isti, Neobjavljeni Laginjin životopis u Enciklopediji Jugoslavije, Zbornik Društva za povjesnicu Klana, 1996, 2; M. Strčić, P. Strčić, Hrvatski istarski trolist: Laginja, Mandić, Spinčić, Rijeka 1996; Hrvatski istarski preporoditelji: Matko Laginja, Vjekoslav Spinčić, Matko Mandić, Ivan Matetić Ronjgov (zbornik) 5, Rijeka 1996–1997; Ž. Klaić, Matko Laginja i istarska emigracija, Zbornik Kastavštine, 1999, 7.

Ž. Klaić

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Literatura

V. Spinčić, Crtice iz hrvatske književne kulture Istre, Zagreb 1926; K. Šegvić, Laginja. Rođen u Klani, selu Kastavšćine, 10. kolovoza 1852., umro u Zagrebu 18. ožujka 1930., Hrvatska revija, 1930, 5; V. Bratulić, Hrvatski zastupnici u Istarskom saboru i Carevinskom vijeću devedesetih godina XIX. stoljeća i suradnja južnoslavenskih naroda, Jadranski zbornik, 1958, 3; D. Šepić, Politika »narodnog mira« u Istri 1908–1913., Anali Jadranskog instituta, 1961, 3; V. Bratulić, Politički sporazumi između Kraljevine Italije i Kraljevine SHS odnosno Jugoslavije nakon Rapalla, Jadranski zbornik, 1966, 4; Lj. Buršić, Hrvatski advokati u Istri i Liburniji, Odvjetnik, 1968, 18; Z. Črnja, Matko Laginja, ibid.; Hrvatski narodni preporod u Dalmaciji i Istri (zbornik), Zagreb 1969; P. Strčić, Povratak u Istru. Laginja i kraj »kuderovštine« u Kastavštini, Dometi, 1971, 6; H. Matković, Politički rad Matka Laginje od 1918. do 1920. godine, Pazinski memorijal, 1972, 3; M. Strčić, Književno djelo Matka Laginje, Prilozi o zavičaju, 1986, 4; P. Strčić, Hrvatski narodni preporoditelj i ban Dr. Matko Laginja, Zbornik Društva za povjesnicu Klana, 1995, 1; isti, Neobjavljeni Laginjin životopis u Enciklopediji Jugoslavije, Zbornik Društva za povjesnicu Klana, 1996, 2; M. Strčić, P. Strčić, Hrvatski istarski trolist: Laginja, Mandić, Spinčić, Rijeka 1996; Hrvatski istarski preporoditelji: Matko Laginja, Vjekoslav Spinčić, Matko Mandić, Ivan Matetić Ronjgov (zbornik) 5, Rijeka 1996–1997; Ž. Klaić, Matko Laginja i istarska emigracija, Zbornik Kastavštine, 1999, 7.