Bartoli, Matteo Giulio,

Bartoli, Matteo Giulio, linguista (Albona, 22 novembre 1873 - Torino, 23 gennaio 1946). Nato in un'antica famiglia istriana (la madre discendeva dalla famiglia Palisca), ha frequentato la scuola elementare ad Albona, e il liceo a Capodistria. L'albonese e il suo ambiente etnoculturale e linguistico (il ciacavo croato, il veneto e lo strato istrioto, ma anche l'idioma dalmatico sull'isola di Veglia, con la quale Albona manteneva rapporti mercantili), lo hanno predestinato agli studi di linguistica.

Come studente dell'università di Vienna ha scritto la dissertazione di dottorato sul dalmatico, l'idioma neolatino del periodo precristiano che le legioni romane e gli immigranti hanno portato in Dalmazia. La base dello studio era il vegliotto (veglioto), che si era conservato sull'isola di Veglia fino al 1898, quando è morto l'ultimo parlante dell'idioma, e con il quale Bartoli ha svolto alcune conversazioni. Il relatore della dissertazione, il linguista svizzero Wilhelm Meyer - Lübke, s'era impegnato all'interno dell'Accademia viennese di scienze (Kaiserliche Akademie des Wissenschaften), perché Bartoli possa continuare le ricerche sull'idioma dalmatico. Il membro della commissione era anche lo spalatino Adolfo Mussafia, il primo professore ordinario di romanistica a Vienna. La dissertazione Das Dalmatische è stata pubblicata a Vienna nel 1906, mentre si sono perse le tracce dell'originale in lingua italiana. Aldo Duro, l'ultimo linguista della scuola dalmata italiana, nell'ambito dei suoi impegni all'Istituto della Enciclopedia Italiana e all'Accademia della Crusca, è stato l'unico a curare l'edizione italiana Il dalmatico. Resti di un'antica lingua romanza parlata da Veglia a Ragusa e sua collocazione nella Romània appennino-balcanica (Roma 2000). Nel 1907 Bartoli ha ottenuto la cattedra di linguistica all'Università di Torino. Con i suoi scritti - Alle fonti del neolatino (1910), Introduzione alla neolinguistica (1925) e Saggi di linguistica spaziale (1945) - Bartoli ha allargato le cognizioni teoriche e metodologiche nell'ambito della linguistica, soprattutto quelle concernenti il problema della distribuzione nell'area, ed è diventato il linguista di fama europea. Ha collaborato, accanto a Giuseppe Vidossi e Ugo Pellis, sull'Atlante linguistico italiano.

BIBLIOGRAFIA: G. Vidossi, Mateo G. Bartoli. Ricordi d’un compagno di scuola. Il suo contributo all’esplorazione linguistica dell’Istria, AMSI, 1959, 1; G. Devoto, Matteo Bartoli, Pagine Istriane, 1950, 3, 4; Ž. Muljačić, Novi podaci o Splićaninu Adolfu Mussafiji, prvom redovitom profesoru romanistike u Beču, Građa i prilozi za povijest Dalmacije, 1997, 13; isti, Das Dalmatische. Studien zu einer untergegangenen Sprache, Köln, Weimar i Wien 2000.

M. Bertoša