Augusto, Gaio Giulio Cesare Ottaviano

Augusto, Gaio Giulio Cesare Ottaviano (lat. Gaius Iulius Caesar Octavianus Augustus), politico romano, comandante dell'esercito e primo imperatore romano (Roma, 23 novembre 63 a. C. - Nola, presso Napoli, 19 agosto 14 d. C.). Nato con il nome di Gaio Ottaviano, venne adottato nel proprio testamento da Giulio Cesare, Gaio che lo nominò quale suo successore, cosicché assunse il governo della Repubblica Romana assieme a Marco Antonio e Lepido.

Sconfissero gli uccisori di Cesare presso Filippi nel 42 a. C., dopodiché nacquero degli odi reciproci. Nel 35 a. C. Ottaviano iniziò una guerra contro gli Iapodi e i Pannoni, nel 34 e nel 33 a. C. continuò a guerreggiare contro i Dalmati nell'Illiria. Dopo la vittoria ad Azio nel 31 a. C., il Senato gli conferì il titolo onorifico di Augustus nel 27 a. C. e gli diede una delega speciale. A. iniziò così la conversione dell'organizzazione statale da monarchica a repubblicana. Cambiò lo Stato sotto ogni aspetto, quindi anche quello politico-amministrativo, spostando i confini. Così facendo incluse l'Istria nella Decima Regio, con il confine posto sull'Arsia (tra il 18 e il 12 a. C.), poi dall'Illiria costituì (dopo il 9 a. C.) due nuove province - la Dalmazia e la Pannonia. Nel periodo del suo regno, entro i confini dell'impero e attorno a esso, c'era una relativa pace (la pax romana); Roma non vide mai una pace così duratura prima di allora e A. poteva vantarsi di questo fatto. Le colonie di Tergeste, Pola e Parentium, nonostante fossero già state fondate negli anni '50 e '40 a. C., vissero la più grande ascesa e prosperità proprio nel periodo augusteo. A Pola e Parenzo vennero costruite le magnifiche piazze (fora) con i templi e gli edifici pubblici. Famoso è il polese tempio di Augusto, dedicato all'imperatore e alla dea Roma, poiché Augusto promulgò alcune forme del culto imperiale. A Pola appartengono a questo periodo anche l'arco trionfale della famiglia Sergi e la costruzione di due teatri e dell'anfiteatro. A. fece costruire a Trieste, ovvero ricostruire e rifondare, le mura e le torri, fatto testimoniato da un'iscrizione conservata ancora oggi. Siccome in Istria e in tutto l'Adriatico settentrionale nel suo periodo l'economia toccò la punta più alta, questo si prende quale punto di riferimento per lo sviluppo successivo.

 

BIBLIOGRAFIA: G. Pavan, Il tempio dAugusto di Pola, Trieste 2000.

R. Matijašić