Aquileia

Aquileia (lat. Aquileia, slov. Oglej), città situata nell'area meridionale del Friuli, con numerosi resti di una grande città antica. È situata sul fiume Natissa, a circa 35 km a nordovest di Treste; nel 2001 contava 3332 abitanti. Dal II sec. a.C. fino al XVI secolo, ha avuto un ruolo importante nella storia dell'Istria e dell'Adriatico settentrionale.

Fu fondata nel 181 a.C. dai Romani, quale Colonia Latina, successivamente alla penetrazione di una tribù gallica proveniente dalla zona alpina verso il mare (183 a.C.), per proteggere l'Adriatico settentrionale dalle tribù e dai popoli delle Alpi settentrionali. La città doveva così fungere da importante centro di controllo dell'Adriatico settentrionale; da qui partirono anche le legioni che dal 178 al 177 a.C. sottomisero gli Istri (Le guerre degli Istri). Fu un'importante base militare e logistica dell'esercito romano per la conquista dell'Illiria e della Pannonia. Dal 90 a.C. ottenne lo status di municipio, mentre nel nuovo ordinamento statale operato da Augusto, verso la fine del I sec. a.C. divenne la capitale della Decima Regione Italica. Per la favorevole posizione, all'incrocio di vie marittime e terrestri fra l'Adriatico e l'Europa centrale (da Aquileia passavano verso l'entroterra le strade verso il confine del Danubio), divenne un importante centro culturale e un inevitabile punto di collegamento fra l'Italia settentrionale e le provincie danubiane.  Ad essa conducevano tutte le vie costiere, sia dal Veneto che dall'Istria, che poi si diramavano verso nord (Iulium Carnicum, Forum Iulii), nord-est (Emona, Poetovio), ed est (Tergeste, Tarsatica). Col rafforzamento del ruolo economico, crebbe rapidamente anche la grandezza della città: nel periodo del suo maggior splendore, contava all'incirca 80.000 abitanti su una superficie di circa 400 ettari. Per grandezza, infrastruttura comunale, opere artistiche e altro era la metropoli dell'Italia nord-orientale, della zona delle Alpi orientali e dell'Adriatico settentrionale. Le ricerche archeologiche hanno rivelato i resti del foro e degli edifici pubblici circostanti (basilica), del porto commerciale sulla costa del fiume lungo alcune centinaia di metri  (il fiume era transitabile fino alla metà del II secolo), di numerosi edifici privati ornati da mosaici pavimentati, nonché le tracce dei bastioni e della porta cittadina. Aquileia aveva il teatro, l'anfiteatro e il circo.
Dalla metà del II secolo, il pericolo delle incursioni barbariche era sempre più incombente e la città subì vari assedi anche durante le guerre civili (III–IV sec.). Diocleziano qui aprì una zecca. All'epoca del primo Cristianesimo, Aquileia diventa un importante centro episcopale; Teodoro qui costruisce una grande basilica geminata, successivamente più volte ampliata e  ricostruita. Verso la fine del IV sec. Aquileia è la città quarta per ordine di grandezza dell'Impero Romano d'Occidente (secondo Ausonio, soltanto Roma, Milano e Capua la superavano per grandezza), mentre il vescovo fu nominato arcivescovo; nel 381 qui, alla presenza di S. Ambrogio e S. Gerolamo si tenne il concilio durante il quale fu condannato l'arianesimo. A questo periodo risale la grossa basilica con i mosaici pavimentati, il monumento centrale di Aquileia. Dopo l'occupazione e le distruzioni per opera degli Unni avvenuta nel  453 non si risollevò mai completamente, mentre ne secoli fu scossa dallo scisma dei tre capitoli (scisma istriano). Quando nel 568 fu conquistata e saccheggiata dai Longobardi, il vescovo e parte della popolazione emigrarono nella vicina Grado, sulle dune della laguna. Nell'VIII e IX secolo, la vita ad Aquileia si stava gradualmente normalizzando, sotto l'influenza carolingia; il nuovo vescovo di Aquileia ottenne il titolo di patriarca e la giurisdizione ecclesiastica dell'Italia settentrionale, mentre l'arcivescovo di Grado ricopriva il potere ecclesiastico sulla costa e le isole (lagune). Ai tempi del patriarca Popone  (1019–42) fu rinnovata la basilica, mentre il suo potere ecclesiastico e temporale  (feudale) si estendeva da Lubiana a Bergamo, inclusa l'Istria. Nel 1420 Aquileia cadde sotto il dominio veneziano, nel 1509 venne assoggettata al potere asburgico, mentre nel 1918 venne annessa all'Italia.

BIBLIOGRAFIA: G. Brusin, Guida di Aquileia, Padova 1957; S. Tavano, Aquileia e Grado – storia, arte e cultura, Trieste 1986.
R. Matijašić

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