Isole Brioni, Le

Isole Brioni, Le: L'arcipelago di Brioni è composto da 14 isole e si estende davanti alla costa occidentale istriana; nel 1983 è diventato Parco nazionale, separato dalla terraferma dal Canale di Fasana, dista da Pola circa 7 km. La superficie, inclusa la parte del mare che circonda l'arcipelago, ha 36,3 km, mentre la superficie totale del parco è di 736 ettari. L'arcipelago e formato dalle seguenti isole: l'isola più grande Brioni Maggiore (5,6 km quadrati) con la lunghezza della linea costiera di 24,6 km e col coefficiente di frastagliatura di 2,6; Brioni Minore (1,1 km quadrati) ; Vanga (0, 18 km quadrati), più undici isole minori (San Marco, Gazza, Toronda, Zumpin grande, Gallia, Gronghera, Madonna, Orsera, San Gerolamo, Cosada e Zumpin piccolo), in più gli scogli Cabula, dov'è situato il faro, Crnika e  Stine.

La costiera delle isole è piena di insenature, frastagliata. Il totale della lunghezza della costa frastagliata è di 37,8 km. La superficie delle isole è abbastanza bene sviluppata (è il prolungamento dell'altipiano sud orientale fatto di calcare). È coperta da uno strato spesso di terra rossa che trattiene l'acqua. Grazie a un favorevole collocamento geografico e un rilievo piano,vanta un clima mediterraneo mite, ben conosciuto. Gli inverni sono miti, con una temperatura media che a gennaio arriva a 5º C, in estate è temperato, con la temperatura media in luglio di 22,8 º C. In primavera le temperature medie sono di 12,5 º C e in autunno di 14,8 º C. L'umidità è relativamente alta e la quantità di precipitazioni arriva a 900 mm. La vegetazione è folta; principalmente è composta da piante mediterranee; quercia nera, alloro, pino, olivo e rosmarino. Le isole hanno una grande importanza dal punto di vista marittimo. Erano popolate già nella preistoria, ne sono testimonianza reperti in pietra, ceramica e quelli ossei del periodo neolitico (attorno al 1000 a. C.) del eneolitico  (3000 a.C.). I castellieri delle isole Brioni Maggiore e del Brioni Minore furono costruiti nel periodo del Bronzo (attorno al 2000 a. C.) e gli Histri (attorno1000 a.C.). I villaggi castellieri e le mura ciclopiche che circondavano i castellieri, i tumuli, le necropoli, i resti dei castellieri sulla Brioni Maggiore e Minore, testimoniano l'insediamento delle isole, che va dall'età del Bronzo fino all'antichità (Brevona); dal 177 erano di dominio romano col nome di Insulae Pullariae. Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente erano dominate dai Goti (Orientali) (476 - 533), poi da Bisanzio  fino al 776.  In un periodo erano sotto il domino dei Franchi; e poi (dal 1230) sotto il dominio dei Patriarchi d'Aquilea, e dal 1331 erano in domino di Venezia. Furono abbandonate e spopolate nel corso dei secoli, a causa delle frequenti epidemie di malaria. Dal 1806 in dominio dell'Austria, anzi della monarchia Austro Ungarica. Verso la fine del XIX secolo le Isole Brioni erano state comprate dall'industriale di Merano  Paul Kupelwieser  che le trasformò in un posto balneare esclusivo.  Non erano solo un posto di villeggiatura, ma facevano anche parte del sistema di difesa della città di Pola  e del Canale di Fasana, per questo sulle isole furono edificati sette forti dei quali il più grande è il Forte Teghetoff sulla collina Vela straža. Dopo l'occupazione dell'Istria da parte dell'Italia, finita la Prima guerra Mondiale le isole persero lo status  di posto balneare mondano. Durante la seconda guerra mondiale sulle Isole c'era la sede dell'Accademia militare e della Marina italiana, e in seguito fu luogo di villeggiatura per gli equipaggi tedeschi dei sommergibili della base dei sottomarini di Pola), più volte bombardata dagli Alleati durante l'anno 1945. Dopo la fine della guerra le Isole Brioni sono state annesse alla Croazia. Le mura di difesa dei castellieri sono localizzate sulle cime delle colline della Brioni Maggiore sulla collina di San Michele della Brioni Minore. Sono edificate in cerchi (o chiostre) concentrici con grandi blocchi di pietra, in tecnica di tipo muro a secco. I reperti archeologici del periodo romano-antico sono stati ritrovati in molte località: nella baia di San Nicolò sulla Brioni Minore, sull'isola di Vanga, un grande castello col complesso economico nell'areale del cosiddetto nel golfo situato sulla costa occidentale dell'isola di Brioni  Maggiore. I reperti del lussuoso castello romano, nel golfo Verige, della costa occidentale di Brioni Maggiore, per la sua composizione architettonica, è il più prezioso esempio dell'architettura campestre antica. La pianta del castello, con le sue parti segue la costa del golfo di Verige in una lunghezza che supera (1) km. L'impianto abbraccia: lo scalo e il frangionde, gli impianti e le attrezzature per la protezione del porto nell'interno del golfo in una fascia costiera più ampia, con un susseguirsi d'edifici. Nel centro, in cima al golfo, sono stati edificati tre tempi: quello di Venere, di Nettuno e di una divinità sconosciuta. Da tutte e due le parti dei tempi, sono ubicati edifici economici, terme, abitazioni per i sacerdoti e il castello. Gli spazi intermedi tra i singoli edifici erano occupati da un corridoio circolare, con la navicella del peristilio, aperto verso il mare, che congiungeva tutte le parti del complesso architettonico in un unico complesso. Nelle terme e nel castello i pavimenti erano decorati con mosaici (nelle terme sono conservati i mosaici pavimentali con motivi policromi di piante e d'animali). Nel tempo degli Imperatori il proprietario delle isole era stata una delle famiglie patrizie (forse Lecanio), più tardi appartennero ai possedimenti imperiali. Una grande costruzione, a scopo di difesa nel golfo Madonna, il cosiddetto Castrum bizantino, è caratterizzato dalle massicce e forti mura, e una pianta regolare. I reperti archeologici dentro le mura testimoniano la vita che si è svolta lì dal IV/V al XVI secolo. Nelle vicinanze del Castrum bizantino sono stati trovati i reperti di una basilica a tre navate, Santa Maria del V- VI secolo.  Nel nartèce della basilica e intorno ad essa furono trovati i reperti di un cimitero tardo cristiano, con sarcofagi monolitici, i cui resti si trovano sparsi sei campi nei dintorni della basilica. Molto presto i Benedettini costruirono nelle vicinanze della basilica un'abbazia i cui resti si sono conservati fino ai nostri giorni. L'abbandonarono nel 1312 a causa della peste, il che causò il suo primo crollo. Era stata ricostruita e murata nel XVI. Secolo, e fu in funzione fino al XVII e XVIII secolo.  Circa a 550 m di distanza dalla basilica si trovano i reperti della chiesetta di Santo Pietro del VI al VII sec. Una torre di difesa a tre piani, in funzione abitazionale e di difesa appartiene al XII-XIII secolo, mentre il castello è un edificio profano del XVI secolo. Nel centro del villaggio di Brioni contemporanei si trova una chiesetta di stile gotico del 1481. Gli affreschi della chiesetta sono stati distrutti dall'incendio del 1893. Del periodo della ricostruzione delle Isole Brioni verso la fine del  XIX e agli inizi del XX secolo, escluso alcuni edifici in stile secessione del periodo austriaco, proviene una lapide di marmo del famoso batteriologo Robert Koch il quale ha sanato le Isole Brioni dalla malaria, una lapide in bronzo di A Cufara, esperto in foresteria (Opere dello scultore e pittore viennese J. Egelhardt). Dal 1936 le isole Brioni sono di proprietà del Ministero italiano delle Finanze; sono state edificate alcune ville in stile moderno secono i progetti di architetti italiani. L'ambiente dopo la seconda guerra mondiale è stato ornato di opere d'artisti moderni: A Augustincic, B. Kalina, F.Krsinic, V.Radaus, K Ageli Padovani e altri. Nel 1955 è stato inaugurato il museo della patria (nell'edifico ricostruito del castello e nella torre) con il materiale e con collezioni di reperti archeologici e materiale storico-culturale, proveniente dalle isole Brioni. Poi fu inaugurata anche una collezione di scienze naturali, una mostra di ricordi di un vecchio Austriaco, mostra di fotografie Josip Broz  - Tito a Brioni, una copia di affreschi e alcune scritte in glagolitico  in Istria e  nel Quarnero. L'arcipelago Brioni è un parco nazionale della Croazia, una delle più belle e più grandi attrazioni turistiche croate. La loro storia di località turistica inizia con l'acquisto delle Isole Brioni da parte di Paul Kupelweiser (1893). Nel 1900 Kupelweiser invitò a Brioni il noto scienziato e premio Nobel tedesco Robert Koch, che in due anni sanò le Isole dalla malaria. Il nuovo proprietario ha incominciato subito l'edificazione turistica. Nella parte orientale di Brioni maggiore edificò gli alberghi: Brioni, Carmen, Nettuno I, Nettuno II e Nettuno III con 330 camere in tutto. Poi furono costruiti: lo scalo marittimo con due moli, il bagno Saluga con 150 cabine, una piscina al coperto con l'acqua del mare riscaldata, terreni sportivi e strade lunghe persino complessivamente 80 km. adatte a passeggiare e andare in bicicletta o in carrozza. Era stato costruito l'acquedotto sul fondo marino attraverso il Canale di Fasana lungo 2 km e proviene dall'entroterra. A scopi turistici sono state riassestate località archeologiche, in seguito le Isole sono state popolate da selvaggina di razza pura.  Prima della Prima Guerra Mondiale era stato inauguralo il giardino zoologico che era munito anche della climatizzazione per gli animali provenienti dai tropici. Sotto l'amministrazione di Kupelweiser, Brioni erano diventate una destinazione turistica inevitabile, ciò testimonia il dato che l'imperatore tedesco Vilhem II visitò Brioni sei/6/ volte. Ci soggiornò pure il principe ereditario austriaco Francesco Ferdinando con la moglie Sofia, e tante altre personalità europee conosciute e popolari. Tra gli sport assai popolari furono a quei tempi il polo, il golf e il tennis, grazie a ciò le Isole Brioni diventarono uno dei più grandi e più rinomati centri di questi sport. Lo giocavano egualmente gli ufficiali Italiani e gli ufficiali della marina britannica, durante più di 100 coppe giocate. Nel 1947, le Isole Brioni  diventarono Residenza presidenziale estiva. Nell'era di Josip Broz-Tito le attività turistiche erano assai ridotte, ma le isole furono frequentate da molti capi di Stato stranieri, in particolare modo provenienti dai paesi non allineati, perché in quel periodo le isole erano a disposizione per gli incontri protocollari degli affari di Stato. All'incontro dei vertici Tito, Nehru e Naser (1956), tenutosi sulle isole Brioni, furono poste le fondamenta del movimento dei non allineati.  Oggi sulle Isole Brioni si trova anche la residenza estiva del Presidente della Repubblica di Croazia, ma allo stesso tempo rappresenta uno dei più noti centri turistici della Croazia. L'isola di Vanga oggi è un parco dedicato alla memoria e la casa di Tito è un edificio della rimembranza. Sulle Isole non ci sono automobili, si viaggia in un trenino turistico. In alcuni posti la vegetazione è stata lasciata alla sua crescita naturale, ma nella maggior parte dei casi è trasformata in parchi, aiuole, siepi, viali d'alberi, opera dell'architettura paesaggistica del XX secolo. All'infuori delle piante autoctone mediterranee (vegetazione mediterranea, alcuni esemplari di vegetazione sub tropicale, agave, palme), nell'assestamento dei parchi furono piantati esemplari di pinolo italico (domestico), pini selvatici, cedri, sequoie, eucalipti e bambù. Le vigne danno buoni vini, e ci sono anche frutteti di mandarini. Gli animali vivono liberi in natura (cervi, gazzelle, mufloni, fagiani, lepri, tutti importati nelle Isole Brioni nel 1900), nel giardino zoologico (fondato nel 1901), nel parco safari (fondato nel 1978) e anche nel vivaio di pesci. Le Isole Brioni sono diventate un importante centro Congressuale e turistico Croato grazie alle condizioni naturali e climatiche ideali che offrono ottime condizioni per il riposo e divertimento: per fare il bagno, prendere il sole, cavalcare, giocare a golf e tennis, praticare il surf e la vela.


BIBLIOGRAFIA: A. Gnirs, Baudenkmale aus der Zeit oströmischen Herrschaft auf der Insel Brioni Grande, Jahrbuch für Altertumskunde, Wien, 1911, 5; isti, Istria praeromana, Karlsbad 1925; B. Marušić, Istra u ranom srednjem vijeku, Kulturno-povijesni spomenici Istre, III, Pula 1960; Š. Mlakar, Istra u antici, ibid., IV, Pula 1962; isti, Arhipelag Brioni, Istarski mozaik, 1965, 4–5; B. Marušić, Kasnoantička i bizantska Pula, Kulturno-povijesni spomenici Istre, VI, Pula 1967; Š. Mlakar, Brioni, Brioni i Pula 1971; A. Šonje, Bizant i crkveno graditeljstvo u Istri, Rijeka 1981.
Đ. Fabjanović, R. Matijašić

http://www.brijuni.hr/