Edit (Edizioni Italiane)

Edit (Edizioni Italiane), casa editrice della minoranza italiana, fondata a Fiume nel 1952. Nacque in seguito alla decisione dell'Unione Italiana di equiparare, coordinare e indirizzare le edizioni periodiche, le attività tipografiche e librarie nonché tutti i tipi di attività editoriali in lingua italiana.

Ne sono stati direttori Elda Sansa-Bradičić, Luciano Michelazzi, Valerio Zappia, Paolo Lettis (f. f.), Ferruccio Glavina, Ennio Machin, Ezio Mestrovich, Marinella Matić, Fabrizio Radin (f. f.) ed Errol Superina. Il primo periodo di attività, sino all'unione con il quotidiano La Voce del Popolo nel 1959, fu il periodo più fecondo, in quanto allora venne riunita tutta l'editoria italiana, e si svilupparono, con 12 dipendenti, numerose e varie iniziative. Nell'ambito delle edizioni periodiche ebbe un'importanza particolare la riforma iniziata con l'uscita di Panorama e l'aggregazione delle riviste Il Pioniere (oggi Arcobaleno) e Scuola Nuova - Scuola Nostra. La carenza di libri in lingua italiana costrinse l'Edit a tentare di soddisfare le necessità basilari, e così furono stampati circa 150 libri di tutti i tipi (opere classiche, libri illustrati per bambini, opere letterarie mondiali, italiane e jugoslave, scritti politici degli appartenenti alla minoranza italiana nonché scritti di carattere economico e scientifico). Uno sforzo notevole venne profuso anche nell'edizione di nuovi testi scolastici, molti dei quali scritti dai docenti del gruppo nazionale italiano: Arminio Schacherl, A. Borme, Ita Cherin, Maria e Corrado Iliasich, Vera Bureš, Giacomo Bensi ed altri. Dopo la fusione con il quotidiano La Voce in una nuova casa giornalistico-editoriale (1960), l'Edit operò con lo scopo di far rinascere la comunità nazionale italiana. Furono intraprese diverse iniziative editoriali pubblicando le opere degli appartenenti alla comunità nazionale italiana, nuovi libri scolastici e altri libri in collaborazione con diverse case editrici italiane. L'attività principale era indirizzata verso il settore commerciale, che doveva creare i presupposti per la realizzazione dei primi introiti, al fine di evitare l'esclusiva dipendenza dalle sovvenzioni governative. Ciò portò alle prime grandi e lunghe difficoltà finanziarie. Uno nuovo stimolo si ebbe agli inizi degli anni Novanta, quando è stato promosso il Progetto Edit, che prevedeva una completa attrezzatura per la stampa, dono del Governo italiano, ma serviva in maggior parte le altre case editrici più che l'Edit stessa. Nuove difficoltà si fecero presenti nel 1994 con la statalizzazione dell'Edit e delle sue edizioni, che in pratica passarono nelle mani del Governo della Repubblica di Croazia, causando l'inasprimento dei rapporti interni e scontri con la nuova Unione italiana, fondata un po' di tempo prima di questi fatti. La vertenza venne risolta con la decisione del governo croato del settembre 2001 di assegnare il diritto di proprietà dell'Edit direttamente all'Unione.

L. Giuricin

http://www.edit.hr/