Kumičić Eugen

Kumičić Eugen, letterato e politico (Bersezio, 11 gennaio 1850 - Zagabria, 13 maggio 1904). Ha compiuto l'educazione liceale soprattutto in lingua italiana, a Fiume, Capodistria e Zara, e si è diplomato a Fiume nel 1870.

A Praga ha iniziato gli studi di medicina, però lo stesso anno si trasferisce a Vienna dove passa allo studio di storia, filosofia e geografia (1871 - 1873). Nel 1874 era supplente ai licei a Spalato e a Zara. A Parigi ha vissuto dal 1875 al 1877, poi sei mesi a Venezia, durante il 1877 e agli inizi del 1878 a Vienna, e durante l'annessione di Bosnia ed Erzegovina nel 1878, era soldato in Bosnia. A Zagabria ha vissuto dal 1879 al 1883, come professore di lingua italiana e francese alla scuola reale superiore di Zagabria, per occuparsi poi professionalmente di letteratura e di politica. Come seguace radicale del partito di Starčević, era deputato in due mandati del Partito croato del diritto nel Parlamento croato. Con M. Laginja ed E. Barčić ha creato il foglio Primorac a Portoré, e redigeva i fogli del Partito del diritto Hrvatska vila (1882 - 1883) e Sloboda, dopo Hrvatska (1887 - 1888). Dal 1892 al 1895 era deputato cittadino della città di Zagabria. Dopo lo scisma nel Partito del diritto è diventato presidente del Partito puro del diritto. È entrato sulla scena letteraria nel 1879 con il racconto Slučaj, pubblicato sullo Sloboda di Susak. Romantico, sentimentalista, patetico e moralizzatore, era sotto il forte influsso di Šenoa; di origini della parte austriaca della Monarchia che è stata sottoposta all'italianizzazione, entrando in letteratura e in politica durante il regime di Khuen nella Croazia di bano, cioè nel periodo della forte magiarizzazione e germanizzazione dei paesi croati, ha segnato il suo opus letterario dalla caratterizzazione bianco-nera dei suoi personaggi e dalla contrapposizione dell'elemento croato a quello straniero o snazionalizzato. In congruenza con i criteri di base: le origini istriane, contatto con il naturalismo francese durante il soggiorno a Parigi e l'orientamento politico di diritto, e la storia letteraria e la critica, l'opera di Kumičić è divisa in grosse linee in tre parti tematiche e di motivi: la istriana (territoriale), la naturalistica e la storica. Eccellente dettaglista e paesaggista, nelle sue opere istriane è sentimentalmente il più ingaggiato, attaccato alla realtà e ai destini di gente comune. A questa categoria appartengono i racconti e i romanzi: Jelkin bosiljak (1881), Začuđeni svatovi (1883), Sirota (1885), Preko mora (1889), Teodora (1889) e altri. L'articolo programmatico O romanu, è stato pubblicato nel 1883 su Hrvatska vila, è testimonia la sua conoscienza del testo di Zola Le roman expérimental, però si limita alla discussione sul compito idealistico - sociale della letteratura, e non tocca la polemica sulle concezioni stilistiche del realismo o del naturalismo. L'imposizione manifestante e tendenziosa delle idee politiche nei cosiddetti romanzi politici dell'autore prende il sopravvento sulla psicologia, sull'individualizzazione e sulla caratterizzazione dei personaggi, e così tutto quello che è croato è positivo mentre tutto ciò che è straniero è negativo. Nonostante ciò, in grandi linee, anche se in modo caricaturale e con la presa di parte, presenta la società urbana croata, per di più i salotti zagabresi nei quali dominano le passioni infime. Nonostante l'abilità nello sviluppo dell'intreccio, tutto questo non era sufficiente per far vivere il naturalismo come prassi letteraria in Croazia. A questo gruppo appartengono: Olga i Lina (prima Olga i Liza, 1881), Gospođa Sabina (1883), Saveznice (1890) e altri romanzi storici di Kumičić Urota zrinsko-frankopanska (1894) e Kraljica Lepa ili propast kraljeva hrvatske krvi (1902) con l'evocazione di eventi storici decisivi e delle persone è il tema della caduta dell'autonomia statale croata, mentre la mitizzazione e la promozione epico-romantica delle idee nazionali prendono il sopravvento sul convincimento letterario. Le memorie in prosa Pod puškom (1889) sono nate nel periodo dell'annessione di Bosnia. Senza maggior successo e senza aver lasciato traccia, i suoi drammi Obiteljska tajna (1890), Sestre (1890), Poslovi (1890) e Petar Zrinski (1900). Le altre opere sono: Primorci (1882), Ivan Turgenjev (1883), Neobični ljudi (1890), Otrovana srca (1890), Ubilo ga vino (1890), Mladost - ludost (1891), Pobijeljeni grobovi (1896), Petar Zrinski i Krsto Frankopan i njihovi klevetnici (1899) e altri. Sono particolarmente interessanti i suoi discorsi politici in forma letteraria. Come uno dei più famosi e dei più letti scrittori nella letteratura del realismo croato, Kumičić è anche il più noto istriano nella letteratura croata. Usava gli pseudonimi come Jenio Sisolski, Bersečanin e E. K.

 

BIBLIOGRAFIA: A. Barac, Eugenij Kumičić, Hrvatsko kolo, 1950, 1; isti, Predgovor, u: E. Kumičić, Izabrana djela, I, PSHK, 46, Zagreb 1968; M. Šicel, Povijesni romani Eugena Kumičića, Croatica, 1971, 2; isti, E. Kumičić, u: E. Kumičić, Gospođa Sabina, Istra kroz stoljeća, Pula i Rijeka 1980; S. Vukušić, Recepcija Kumičića u Istri našeg vremena, Forum, 1992, 3–4; Liburnijske teme (zbornik posvećen E. Kumičiću), 1993, 7; K. Nemec, Povijest hrvatskog romana od početaka do kraja 19. stoljeća, Zagreb 1994; V. Ujčić, Istranin Evgenij Kumičić u hrvatskoj politici i književnosti, Pula 1996; D. Babić, Kumičićeva naturalistička pustolovina, Nova Istra 1997, 4; S. Težak, Predgovor, u: Začuđeni svatovi, Pod puškom, SHK, Zagreb 1998; Okrugli stol Eugen Kumičić – život i djelo (zbornik), Brseč 2000.

B. D. Biletić