Buršić, Herman

Buršić, Herman, professore, storico e pubblicista (Carnizza, 11 marzo 1928 - Pola, 26 maggio 2013). Frequentò la scuola elementare italiana a Carnizza, per poi iscriversi al liceo classico italiano "Giosuè Carducci" di Pola nel 1939. Nel 1943 aderì all'MPL (Movimento popolare di liberazione) e l'anno seguente, all'età di sedici anni, entrò a far parte del movimento partigiano dove rimase fino alla conclusione del Secondo conflitto mondiale. Tra le altre mansioni, svolse anche quella di decifratore.

Nel 1948 ottenne il diploma di maturità al ginnasio di Fiume. In quello stesso anno rifiutò di proseguire l'educazione con gli studi diplomatici a Belgrado. Si laureò quindi in Lingua e Letteratura Italiana e Latina presso l'Università di Zagabria. Lavorò due anni in qualità d'insegnante alla scuola elementare di Pola, prima di diventare fondatore e direttore del Museo della Rivoluzione popolare con sede nella fortezza di Pola (l'odierno Museo storico e navale dell'Istria) e vi rimase a capo fino al 1984. Condusse attraverso gli ambienti museali molti personaggi importanti della seconda metà del XX sec., quali il ministro polacco degli affari esteri Rapacki, l'attuale Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, il segretario generale del PCI Enrico Berlinguer, Giancarlo Pajetta, la presidente del Parlamento italiano Nilde Jotti, e molti statisti dei Paesi non allineati.

Il suo interesse si concentrava sullo studio del periodo tra le due guerre mondiali e pubblicò 80 lavori scientifici in campo storico, specialmente di storia dell'MPL. Scrisse tre libri su tematiche affini e quello che viene reputato il suo lavoro capitale uscì nel 2011 con il titolo Od ropstva do slobode: Istra između 1918. i 1945. Male bilješke o velikom putu (Dalla schiavitù alla libertà: l'Istria tra il 1918 e il 1945. Piccoli appunti di un grande viaggio). I suoi scritti vennero pubblicati in diverse riviste, atti e giornali, come gli Atti dell'Istituto dell'Alto-Adriatico (Sjevernojadranski institut JAZU) a Fiume, negli atti della Cattedra del Parlamento ciacavo, nel Glas Istre, ecc. Scrisse anche lo scenario per la prima collocazione del museo sull'arcipelago di Brioni. Firmò ed elaborò molte targhe commemorative di contenuto antifascista da Rovigno fino ad Albona. Tradusse dall'italiano al croato e viceversa, e fino alla pensione lavorò quale insegnante di lingua italiana alla Facoltà di Economia e Turismo "Mijo Mirković" di Pola, alla Facoltà per il Commercio Estero di Zagabria, alla Facoltà alberghiera di Abbazia e al Politecnico di Fiume (dipartimento d'affari di Pola e dipartimento di Agraria di Parenzo). Fu membro della commissione per i corsi di guida turistica della Facoltà di Economia e Turismo con sede a Pola e dell'Istituto alberghiero di Abbazia (insegnante ed esaminatore) dal 1960 al 2000. Per la sua partecipazione attiva all'MPL venne insignito con due medaglie al valore per il coraggio e molti altri riconoscimenti e premi, come per es. il premio di Operaio modello nelle organizzazioni della cultura del comune di Pola (1984) e il premio alla carriera della città di Pola (2011).

 

A. Giudici

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